Romagna mia!

da sn.: Daniele Longanesi, Claudia Bellavia, Roberta Pantalena, Sommelier, Calogero La Vecchia

Romagna sempre ricca e frizzante… Cordialità spumeggiante proprio come il buon lambrusco. Tante le realtà interessanti ma quest’anno ci interessa fare un percorso “alternativo”. Ci accostiamo alle Cantine Intesa e ci deliziamo con la delicata piacevolezza di un Albana in purezza amabile dalle note gentili di fruttato e dalla armonia gustativa che rimane a lungo ad accarezzare le papille gustative. Passiamo poi al Passionato un passito davvero interessante nel quale senti ancora l’odore del mosto fresco e della frutta integra nella sua fragranza; morbidezza al palato “merlottiana”  ed elevata persistenza completata da retrogusto lievemente amaro.. da gran signore! (www.cantineintesa.it). Sempre interessati ad un percorso sui vini passiti di Romagna abbiamo la fortuna di inserirci ad un assaggio guidato presso lo stand del Consorzio Vini di Romagna (www.consorziovinidiromagna.it). Ci accompagna un simpaticissimo sommelier che incarna l’archetipo del romagnolo purosangue: grande legame con la terra, competenza appassionata, e simpatia coinvolgente nella comunicazione ne fanno un “blend”  ineguagliabile. Ci conduce in un viaggio che, seppure rappresentativo, ci da l’idea della complessa e variegata realtà dei passiti di Romagna. Certamente grandi vini. Ci colpisce l’ultimo passito in degustazione: l’Anemo Longanesi un passito rosso da uve Longanesi (80%) che rappresenta una perla nella biodiversità tanto auspicata del nostro patrimonio viticolo. Si sente la frutta rossa matura, frutti di bosco e note di cannella; in bocca poi è una continua scoperta. Avvolgente, pastoso e tannico, è un continuo richiamo al bicchiere e ai buoni pensieri….

Ci incuriosisce il vitigno. E fortuna vuole che lo troviamo di fronte a noi: in carne ed ossa! Proprio così. Il sig, Daniele Longanesi appartiene alla famiglia che ha conservato questo antico rustico vitigno scoperto abbarbicato alle querce e portato alla luce della coltivazione razionale nel 1956. Per questo motivo il vitigno porta il nome della famiglia Longanesi, viticultori dal 1913. Al sig. Daniele brillano gli occhi quando racconta la storia della sua famiglia e con grande piacevolezza ci accostiamo ad una sua creatura: il Burson etichetta nera. Unico. Il bouquet ti richiama la bacca rossa, la ciliegia matura ma è in bocca che scopri un rosso di gran carattere. Il buon corpo ti introduce ad un carattere nerboruto, forte, di spessore. I tannini sono protagonisti di una ruvidità tipica di chi lavora la terra con le braccia… E il Burson ti richiama alle carni saporite, rosse. A quelle grigliate “esagerate” di campagna. Una scoperta davvero importante per noi. (www.longanesiburson.com) .

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